Che emozione! Il Lettore disoccupato parla di me (o meglio io parlo nel blog del Lettore disoccupato)

letture disoccupate

Scrivere di libri non è facile.
Perché non è uno di quegli argomenti con cui puoi sperare di raggiungere un pubblico considerevole, specie se vivi in Italia.
Perché l’entusiasmo e l’enfasi che profondi in una recensione o, semplicemente, nella descrizione delle emozioni che provi prendendo in mano un libro, sfogliandolo, succhiandone la linfa fino a diventarne parte integrante, molto spesso fanno la fine di quel fumetto che hai prestato al tuo compagno di banco vent’anni fa, spariscono nell’etere o ti tornano indietro sgualciti, strappati…
Perché la cultura paga poco e malissimo, sia in termini finanziari, per chi i libri li scrive, sia in termini di risposta della massa, per chi di libri scrive.
Siccome anche il più accanito sostenitore della divulgazione letteraria ogni tanto viene preso dallo sconforto e da quel senso di solitudine che è proprio di chi vive nel giusto, ho deciso che io, in quanto accanito sostenitore…

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